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SPUTNIK

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L’ultima navicella della giornata sputava fuoco e lapilli. Marta e Giacomo erano lontani dalla pista di decollo ma avevano la sensazione del calore prodotto dal vettore.
Delle lacrime scendevano lungo i volti di entrambi, mentre osservavano quella partenza da una distanza ben più grande di quella a cui si erano abituati nell'ultimo anno.


I Cittadini Salvadanai erano partiti per primi, su navicelle extra-riposo, con lettini a idratazione magnetica e sale bingo con puntatori automatici per il divertimento serale. Dopo di loro, i Cittadini Produttori avevano viaggiato su comodi spazio-bus, pratici e confortevoli. Marta aveva lavorato alla fabbricazione di uno dei tanti spazio-bus, ne aveva disegnato i fregi esterni, fondendo i metalli rimasti in circolazione e formando dei riccioli simmetrici che qualche altro Addetto alle occasioni saltuarie di impiego volontario aveva poi provveduto a saldare lungo le fiancate degli spazio-bus. Un lavoro duro, ma era giovane e aveva voglia …

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